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- silence - |
gio
- 01.11.2007 |
- 26 Agosto 2007 -
Si guarisce dal dolore.
Si sopravvive alla morte.
Il dolore è fatto di grida mute.
La felicità esige il silenzio.
Tuttinmezzo le parole. Le parole che ho perso da qualche parte in questo nulla in divenire che è la vita.
S'è rotto qualcosa.
Ho perso qualcosa...
...in una scatola di scarpe.
"Non le si chiudono gli occhi."
"No, ci ho provato anch'io... non si chiudono."
Non piangere, mamma. L'amavo anch'io.
E le lacrime non s'arrestavano più. Un giorno, due, tre...
Una settimana... un mese... un anno intero. Un anno intero di dolore a intermittenza.
In mezzo i silenzi. Il vuoto. La morte. Segreti da dimenticare. Mani insanguinate che strozzano la vita.
Parole sprecate.
Lacrime sprecate.
Amore sprecato. 'L'amore, se è amore, non è mai sprecato.' 'L'amore, se non t'ama, è sprecato.'
Angosce.
Torture che potevano esser(mi) risparmiate.
'Non voglio farti male.'
'Me ne fai solo mentre tenti di non farmene.'
Uno yo-yo il cappio intorno al mio collo.
Soffocare - respirare - soffocare - respirare -
soffocare - respirare - soffocare.
L'aria non è qui. La vita non è qui. Qui c'è solo MORTE.
Recitiamo un salmo funebre per quel che poteva continuare ad essere e non è stato. Recitiamo un inno alla vita per la codardia, pavido-toturatore-maledetto.
Ballerò, vestita da pirata, sulla tomba del tuo pugnale.
Ma prima...
Prima.
Prima bisogna toccare il fondo.
Prima... prima... bisogna cercarlo.
Bisogna trovare il proprio limite.
Qual è (senza apostrofo) il tuo limite al dolore?
Dov'è (con l'apostrofo) il limite della sofferenza?
Quanto puoi soffrire senza che nessuno se ne accorga? Quanto in profondità puoi scavare prima che ti scoppino i polmoni per la mancanza d'aria?
Dov'è il tuo abisso?
Bisogna cercarlo. Un passo dopo l'altro, il tuo abisso devi cercartelo.
Guadagnartelo da solo. In silenzio. Prima o poi lo trovi. Sta sicuro che lo trovi.
Quanto puoi star male prima di morire?
'Non piangere, papà. L'amavo anch'io.'
Mani insanguinate. Sangue sotto le unghie. Sangue in bocca. Negli occhi solo sangue.
Eccolo lì, il limite!
Cazzo, brava, l'hai trovato. Complimenti!
Eccolo lì.
Ed è il tuo di sangue. Il sapore che senti... è il tuo sangue.
E quello che hai in mano è il tuo, di cuore.
Rotto. Esploso. Morto.
Ce l'hai il coraggio di guardarlo?
Se lo guardi, ok, ce l'hai fatta.
Benvenuto nella nuova versione di te stesso. Non necessariamente migliore, anzi.
Sicuramente senza cuore.
Sai, nel cammino della vita bisogna avere il coraggio di sacrificare gli orpelli inutili per viaggiare leggeri.
Benvenuto nella nuova versione di te.
Benvenuto nella nuova versione - MORTA - di te.
'Non piangere, mamma. Mi amavo anch'io.'
Hai scoperto un posto nuovo: IL LIMITE.
Lo cercavi. Ogni notte chiedi al sonno, che non arrivava mai: dov'è, il limite?
Lo trovi. Sta sicuro che prima o poi lo trovi. Basta seguire le tracce solcate dalle tue lacrime.
Benvenuto nella nuova versione - MORTA - di te.
Silenzio.
Non hai più niente da dire (non c'è più niente da dire).
Non senti nemmeno più la solita domanda: 'Come stai? Come stai? Come stai?'
Non te ne frega più un cazzo.
Silenzio.
Silenzio.
Vuoto.
Silenzio.
E' così bello lasciarsi andare, così dolce, alla deriva... Segreti da dimenticare... Alla deriva.
Hai toccato il fondo. Almeno di questo puoi essere contento.
Non puoi più sentire "più male" di così.
E' bello saperlo.
E' una dolce consolazione che ti culla alla deriva.
Ti culla cantandoti una ninna nanna al buio dell'eclissi di luna. La luna, ah... quanti danni la luna!
La ninna nanna diventa una canzone.
La canzone diventa una storia.
E tu la stai a sentire.
Tu, nascosta nel silenzio oscuro dei tuoi abissi, la stai a sentire: LA VOCE.
Ti parla di mondi che conoscevi, che erano tuoi. Ti racconta del mondo che avevi deciso di abbandonare.
E non ti chiede niente in cambio (i Guaritori d'Anime non chiedono mai niente in cambio).
Ti parla di tesori, di scrigni, di.amanti e forzieri. Scava cunicoli fino alle tue orecchie sorde.
Veglierò su di te. Veglierò si di te. Ve...
[Intorno, la vita qualunque macinava i suoi rumori.]
Nelle pieghe di un corpo sconosciuto...
Non illuderti. Non sei tu a decidere la tua ultima ora.
Se c'è qualcosa che nessuno ti può rubare, è il tuo destino.
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- sono in pausa da me stessa - |
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Si prega di non rompere i coglioni.
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